pubblicata da ElenaGiordano il giorno Sabato 9 aprile 2011 alle ore 19.10 I Quaderni De l’Ora

 

A Catania per presentare il suo libro ”Fuori”. Assenti tutti i vertici del Partito Democratico: ”Non ne sapevamo niente”. E lui, sprezzante: ”Della Finocchiaro, per eleganza, non parlo”.

di Elena Giordano

“La cosa sconvolgente in Sicilia non è che il Pd appoggi un governatore su cui pesa un’indagine per mafia. E’ sconvolgente che si faccia un accordo con chi si è combattuto in campagna elettorale”. Ad accogliere il compagno Matteo Renzi, sindaco di Firenze, il ”rottamatore” del Pd, oggi a Catania non c’era nessuno del suo partito.

Tutti assenti, parlamentari del territorio, segretario provinciale, dirigenti del partito, iscritti. Forse perche’ immaginavano che sarebbe andato giu’ duro sul ”matrimonio d’interesse” contratto dal Pd siciliano con il governatore indagato per mafia. ”La stranezza della politica, in questo caso della nostra linea di partito – ha aggiunto Renzi – è che tu appoggi quello che hai cercato di sconfiggere. E’ un esempio di mancanza di coerenza. Il Pd tornerà a vincere solo quando sarà in grado di dire una cosa e poi essere coerente con quello che dice”.

Dell’evento nella città etnea, dove oggi Renzi ha presentato il suo libro “Fuori”, molti del Pd dicono di non aver saputo niente. “Contrariamente a quanto ha fatto la senatrice Finocchiaro – dichiara Renzi – che in visita nella mia città ha parlato male di me, io per eleganza non parlo di lei”.

Il sindaco “dei giovani” vuole concentrarsi sui massimi sistemi, fa scorrere diapositive con discorsi di Bob Kennedy e frasi di Steve Job’s ma non si sottrae dal valutare la questione siciliana “Abbiamo una specializzazione nel perdere le elezioni – continua – se smettessimo di rincorrere quelli che dall’altra parte litigano e la pensano diversamente, se smettessimo di parlare di loro, di appoggiare chi è troppo diverso da noi e cominciassimo a fare proposte concrete e credibili, potremmo farcela. Anche da soli. In Sicilia vale la stessa cosa”.

La Sicilia fa scuola nelle divisioni? “Quando si parla di divisioni all’interno del centrosinistra ogni regione ha le sue storie – dice Renzi, che nell’isola prova a rottamare chi ha sul groppone tre legislature – credo che qui da voi al di là del fatto che si sia scelto di appoggiare un governo regionale in cui sul suo Presidente grava un’indagine per mafia, a cui dobbiamo dare il tempo che venga approfondita, penso che si dovrebbe cominciare a pensare che vale quell’articolo del nostro statuto in cui viene scritto che il limite massimo per un parlamentare è quello dei tre mandati. Basta con le deroghe, basta sempre con le stesse persone”.

L’incontro di Catania era organizzato da Salvo Nicosia, segretario regionale dei giovani. “Che non ci sia nessun dirigente di partito non è una cosa che mi turba il sonno – dice Renzi – c’è il segretario dei giovani e questo basta e avanza, è il Pd del futuro. Non sono uno che si lega alle vicende interne per cui ho bisogno di accordi, di presenze o di altro, mi basta che ci siano una cinquantina di giovani che insieme a me provano ad immaginare un’Italia diversa”.

Ma Renzi è nella città simbolo delle “primavere” della sinistra, la città di Enzo Bianco “L’idea della rottamazione nasce proprio da questo – dice Renzi – viene dall’idea di cambiare la classe di dirigente e non per un fatto generazionale ma perchè il mondo cambia e alcuni non se ne accorgono”

 

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