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La sua musica viene dal profondo, scava nelle viscere della terra, nella storia del nostro popolo. E’ la musica tradizionale, quella folk, suonata con particolari strumenti e accompagnata da balli tipici. E’ charme, è mistero, è lamento e insieme inno alla vita. O la ami o la odi. E lei, Rita, è come la sua musica, forte, decisa, appassionata, intransigente.

-Signora Botto perché ha scelto il genere folk?

Amo la cultura popolare, per me cantare in siciliano significa  obbedire alla lingua del cuore,quella più vicina al mio modo di sentire ed esprimere i più disparati sentimenti .

-Come ha scoperto la sua passione?

Se non fosse stato per l’incontro fortuito con Rosa Balistreri, forse non avrei scoperto mai la bellezza e ricchezza di quello che per me era un nuovo mondo, la canzone siciliana. Ai tempi, la mia passione era il jazz.

-Qual’è il suo collega preferito?

Guardi, non è un fatto di genere musicale. Con tutti i miei colleghi ho un rapporto speciale basato sulla stima e  qualità umane ma il più mattacchione di tutti è Teo Ciavarella, pianista pugliese che vive a Bologna.

-Cosa pensa in generale della musica italiana?

A parte quei pochi nomi che contano nel panorama musicale italiano,mi sembra che  siamo in pieno nell’era dei  talent show ,con un mercato discografico  poco rappresentativo all’estero che investe solo su cose commerciali e poco sulla qualità. Istituzioni assenti non operano per la diffusione della cultura musicale italiana ,figuriamoci di quella popolare!

-Quali sono le sue passioni?

Mi piace molto fare la turista in  Sicilia, scoprire i tesori nascosti, adoro conoscere le specialità culinarie tipiche dei luoghi e sentire il suono dei diversi dialetti, mi sembra di rafforzare la conoscenza della mia terra che non finisce mai di meravigliarmi.

-Il suo rifugio?

A giugno,un piccolo scoglio tra cielo e terra che da più di 30 anni mi regala sensazioni uniche, Panarea! Lì finalmente il tempo si dilata, perde i suoi contorni, la natura ti sovrasta e  carica di energia, si recupera la condizione umana che in fondo è fatta di poche essenziali cose.

-Chi è il suo maestro?

Non c’è un solo maestro, caso mai ce ne sono tanti da cui si prende ispirazione, ma il vero maestro è dentro di te stesso. Si diventa artigiani della propria vita ,forgiando idee, intuizioni a propria misura.

-E il suo mito?

I miti vanno e vengono a secondo l’età ,ma oggi resto affascinata di fronte la figura di Alejandro Jodorowsky, istrionico ottantenne, sciamano dell’animo umano.

-La cosa a cui non vorrebbe mai rinunciare

L’amicizia.

– Il suo piatto preferito

Adoro il Baccalà con patate, capperi ,olive, pinoli uva  sultanina, insomma alla messinese

-il suo viaggio nel cuore?

Quello che ancora devo fare. L’Africa.

-Il rapporto con gli uomini

Ottimi rapporti in  amicizia, l’amore è un casino, quella è una cosa da saggi!

-E’ innamorata?

No,purtroppo.

-Cos’è per lei l’eleganza?

Credo che non sia soltanto una questione di abito, altrimenti basterebbe portare un capo firmato per esserlo. Il portamento, lo charme, il modo di fare, certe curiosità, penso che tutto questo faccia la differenza.

-qual è, secondo lei, la virtù che gli uomini dovrebbero avere e non hanno?

Mi sembra, che alcuni manchino della capacità di saper fare più cose contemporaneamente.

–Se non dovesse più vivere in Sicilia qual è la citta dove si trasferirebbe?

Ritornerei a Bologna, città dove ho già vissuto per più di vent’anni, dove ho cominciato a cantare, dove ho ancora tanti cari amici.

-Il politico che stima di più?

Direi che si fa fatica a pensare ad uomo politico degno di stima al momento, ma se posso rifarmi al passato non avrei dubbi sulla figura di Enrico Berlinguer.

-Lei crede in dio?

Si.

-Se dovesse scegliere tra Madre Teresa di Calcutta e Papa Francesco, chi avrebbe il piacere d’incontrare?

Papa Francesco è un bellissimo esempio di umiltà, ma avrei voluto stringere la mano a quella piccola grande donna che stava ogni giorno ricurva sui bisogni degli altri.

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