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La cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo (cit.Anna Politkovskaja)

Mese

luglio 2015

Crocetta tira dritto: “Prima le riforme, poi, senza diktat , anche il voto” @GrandangoloAg

di Elena Giordano luglio 2015

http://www.grandangoloagrigento.it/crocetta-tira-dritto-prima-le-riforme-poi-anche-il-voto/

Non si dimette e va avanti.
Il gladiatore Crocetta si è presentato puntuale e con qualche chilo in meno nell’arena dell’Ars con la consapevolezza che, con quell’incontro, andava a consumarsi uno degli spettacoli più cruenti della sua vita politica.
L’Assemblea regionale siciliana, famosa ai più per i mirabolanti giochi di equilibrismo politico e per le memorabili “mascariate” dei suoi inquilini, lo aspettava al gran completo affinchè “riferisse” al Parlamento l’ultima delle puntate (l’ultima?) della telenovela politico-mediatica più nota di quest’estate.
Si tratta del caso Tutino-Borsellino-Espresso esploso lo scorso 16 luglio che, con le misteriose intercettazioni corredate da sospetti d’intrighi internazionali ha, nei fatti, rischiato di far finire a gambe all’aria e in maniera infamante l’attuale legislatura, riempendo pagine e pagine di quotidiani nazionali e svelando, nei giorni scorsi, ipotesi tra le più azzardate che vanno dagli ipotetici e contrastanti interessi di Israele e Palestina sull’isola, al controllo degli americani sul Muos, al complotto politico-affaristico De Benedetti –Renzi, per finire al più nostrano dei gossip di un Raffaele Lombardo ancora interessato, da dietro le quinte, a mantenere le mani sul grande affaire della sanità siciliana.
“In questi giorni ho sentito cose che avrebbero fatto schiattare chiunque – ha detto Crocetta – ho vissuto come un lebbroso, non posso dimettermi per un falso scoop”.
A partire dalle 12.27 il Governatore, rinsavito dalle paventate intenzioni di suicidio, armato di carte e documenti fino ai denti, ha spiegato ai leoni siciliani di tutti gli schieramenti politici come, a suo dire, si è consumato, IL complotto che lo avrebbe voluto vittima sacrificale in nome dell’antimafia “di facciata” a “soli due giorni” dall’anniversario della strage di via D’Amelio “non me ne vado – ha esclamato – dimenticatevi che io possa lasciare Crocetta-oggi-allArs-640x399a causa di vergognose illazioni che hanno tutto il sapore di dossieraggio falso e illegale. Una cosa è lo scontro politico, altro è costruire ad hoc una storia per far cadere il governo e impedirgli di portare a termine l’opera di pulizia iniziata con me”.
Nessuno in verità, e lo dimostra la storia stessa dell’Ars, era lì perché qualcosa accadesse davvero. I novanta parlamentari siciliani (che nella prossima legislatura verranno ridotti a settanta, ndr) sembravano lì più per “dovere d’ufficio” che per metter su una mozione di sfiducia a Crocetta. Prova di uno dei “mascariamenti” nostrani dei giorni scorsi è stata la sceneggiata messa in atto dal giovane Ferrandelli, che ha presentato le dimissioni da parlamentare, salvo poi permettere che fossero respinte.
Crocetta, in aula, ha spiegato di non essersi “suicidato perché è intervenuto un procuratore perbene, Lo Voi, uno che si batte per la verità, uno apolitico”, ha elencato tutto d’un fiato come le intercettazioni di cui parla l’Espresso siano state “puntualmente” smentite dalle procure di Palermo, Caltanissetta, Catania e Messina. Ha ricordato della presa di posizione, a sua discolpa, dello stesso Procuratore Generale presso la Cassazione che ha chiesto al PG di Palermo Scarpinato di “relazionare per chiarire l’origine di quello che si sta rivelando un clamoroso complotto”. Ha attaccato, ribadendo a gran voce quello che è fin dal primo momento il suo pensiero “qualcuno, per difendere interessi fortissimi ha fornito un dossier falso agli autori dell’articolo. Di questo e per questo dovranno rispondere alla magistratura e a me come persona lesa nell’onore e nell’immagine” e che ”se la Procura di Palermo non fosse prontamente intervenuta per smentire ciò che di gravissimo mi era stato messo in bocca – spiega Crocetta – oggi sarei un uomo morto, infangato e forse tra qualche anno si sarebbe scoperto che avevano assassinato un uomo innocente. La deriva populista di chiedere di andare al voto è per me irricevibile”.
Per chi legge, però, resta il fatto che l’azzardo dell’operazione “Intercettazione Fantasma”, che ha di fatto messo in crisi il governo della terza regione d’Italia, si sta rivelando un vero e proprio giallo dai risvolti inquietanti, una vicenda su cui, nonostante i ripetuti tentativi di chiarimenti, l’Espresso continua a puntare confermando ogni riga.
In aula, lo scontro diventa incandescente quando il governatore fa il nome di Totò Cuffaro “mi pare che sulla sanità qualche governatore sia stato impelagato così tanto da pagare anche penalmente. Non vedo perché dovrei dimettermi sulla base di motivazioni inesistenti. Ai tempi di Cuffaro il cerchio magico di cui tanto parlate era costituito dalla mafia e da gruppi di affari siciliani e internazionali quindi, diciamo, che c’è una bella differenza”.
E Crocetta ha poi parlato di atto di “killeraggio politico” e di “sceneggiate” sulla questione morale ricordando alcuni atti del suo governo “la revoca delle assicurazioni sanitarie, i tagli per centinaia di milioni di euro sugli sprechi sui farmaci, il sistema Giacchetto sulla formazione, per dirne alcuni”.
La seduta, andata avanti per ore, si è conclusa con un appello ai parlamentari “Questo non è il momento di fuggire – ha detto – è il momento della ribellione contro chi non vuole il bene della Sicilia. Dobbiamo assumerci la responsabilità di dimostrare che non siamo qui perché attaccati alla poltrona ma, per portare a termine quello che abbiamo iniziato. Vi invito a proseguire sulle strade delle riforme iniziate, dopo diche voi e solo voi, Parlamento sovrano, senza diktat romani o internazionali, deciderete se è il caso di procedere a indire nuove elezioni. Io non ho nulla da difendere e non ho interessi finanziari occulti”.

Bufera Crocetta, Calleri: “Delegittimare il presidente è unico l’obiettivo, tutto coincide” @GrandangoloAg

di Elena Giordano – luglio 2015

Una “tempesta perfetta” fatta di depistaggi, servizi deviati, “sbirri” infedeli, colletti bianchi in odor di mafia.
Salvatore Calleri, ex assessore della giunta Crocetta e membro del direttivo nazionale del Megafono (oltre che presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, ndr) avanza un’ipotesi agghiacciante. Terribile, perché, se così fosse, se le ore a venire confermassero questo sospetto, la Sicilia ripiomberebbe in un solo istante in quell’incubo che è stata la stagione delle stragi, delle delegittimazioni pilotate, dei corvi.
Dott. Calleri che vuol dire quando parla di “tempesta perfetta”
“Io dico, al di là delle telefonate, che è stata messa in atto una strategia di delegittimazione del presidente della Regione a due giorni dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino. Siccome questa coincidenza temporale non può passare inosservata mi chiedo: chi c’è dietro a tutto questo?”.
Anche lei allora è sulla teoria del complotto, conferma il “metodo Crocetta”, ci dica chi c’è dietro?

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Sicilia,Beppe Lumia:andare fino in fondo.rischiato golpe LaSpia.it

http://www.laspia.it/sicilia-beppe-lumia-con-questi-sistemi-la-democrazia-e-a-rischio/

Tutto quello che riguarda le intercettazioni e il materiale investigativo prodotto durante un’indagine è e può essere, perché lo dice la legge In mano SOLO alla magistratura che ne ha il totale controllo”.

A parlare con la collega Elena Giordano, è il Senatore Beppe Lumia.

“Cosa sia successo adesso non lo voglio neanche ipotizzare e mi limito a dire che adesso è necessario andare fino in fondo per capire quali sono state le forme utilizzate per il depistaggio e che ci hanno quasi fatto rischiare un golpe. Questa cosa puzza lontano un miglio, è gravissima e purtroppo chi sbaglia paga. Non posso aggiungere altro”.

(Elena Giordano)

Stopmafia: Dichiarazione 19 luglio 2015/ commemorazione paolo borsellino

http://stopmafia.blogspot.it/2015/07/intervento-di-elena-giordano.html

INTERVENTO DI ELENA GIORDANO
19 luglio 2015 – La lotta alla mafia deve ripartire dalla consapevolezza che la criminalità ha cambiato volto e si è ormai raffinata. L’impegno e il lavoro di contrasto da parte della magistratura e della sana società civile devono ormai concentrarsi quasi esclusivamente verso gli interessi economici che si annidano e si trattano nei salotti buoni, all’interno delle istituzioni, nelle imprese. Ripartiamo da qui. Dai colletti bianchi. Elena Giordano, cons.naz.Unione Cronisti Italiani

Crocetta:interessi internazionali volevano farmi fuori @GrandangoloAg

di Elena Giordano luglio 2015

E’ talmente rasserenato che ci scherza su e tira in ballo”interessi internazionali” dietro il tentativo di “destituzione”: “Io amante di Tutino? Ma ditelo che non è vero, io sono tremendamente pasoliniano, non mi piacciono affatto i borghesi. Solo uomini proletari. Ci tengo che si sappia”
Presidente ma questo è gossip, al di là di quelli che sono i suoi gusti sessuali, cosa è successo davvero in questa storia?
“E’ successo che pare che ci siano tutti i presupposti per parlare di un dossier falso contro di me. Punto. Non è né la prima né l’ultima volta che succede e accade ogni volta che qualcuno diventa scomodo per personaggi che invece puntano solo a farsi i loro interessi. Io, com’è noto, non lo sto permettendo e quindi hanno montato questa storia con mezzi, diciamo, poco ortodossi”.
Che vuol dire?
“Vuol dire, apra le orecchie, che il giornalista autore dell’articolo è stato usato per diffondere notizie false che mi potevano “destituire” così io andavo a casa e loro continuavano a farsi gli affari propri”
Insisto, di cosa stiamo parlando? Quali interessi sotterranei lei starebbe contrastando? Che interesse poteva avere Piero Messina ad infangarla? Crede che l’ipotesi della vendetta contro un licenziamento possa reggere?
“Macchè vendetta, la storia del licenziamento è vera, ma neanche io credo che ci sia questa banalità alla base. Messina secondo me si è prestato, stupidamente, a scrivere cose che potevano favorire interessi altri. Parlo di interessi addirittura di tipo internazionale”.
Ci dica più e in particolare.
“Ci provano già da due anni. Le cito solo due articoli che Messina ha scritto e che mi fanno riflettere. Il 29 maggio del 2013, su Limes Rivista di Geopolitica, scrisse che mi ero messo di traverso sul Muos e mi sarei attirato le ire degli Stati Uniti; il 2 giugno del 2014, quindi un anno fa su Livesicilia, in occasione di un mio incontro istituzionale con una delegazione palestinese ipotizzò che stavo allacciando rapporti con i nemici degli israeliani. Mi definirono “Saro il palestinese”. In realtà, lo giuro, era un incontro di mera natura umanitaria. Che cosa devo pensare allora? Chi insinua questi sospetti? Mi pare che sia lecito affermare che ci sia una strategia che va oltre i confini nazionali. Io sono sereno e mi attengo alle parole del procuratore Lo Voi”.
E l’Espresso? Parliamo comunque di una grande testata
“Si, una grande testata che si sta arrampicando sugli specchi. Perché non hanno nessuna carta o straccio di prova per poter dimostrare che io abbia mancato di rispetto (voglio essere buono) a Lucia Borsellino. Prima hanno parlato di trascrizioni, poi di ascolto di un fantomatico audio, adesso pare parlino di un incontro a Palermo (o non so cosa) tra una fonte segreta e il giornalista che ha raccontato questa ignobile storia. Ma insomma! Le ricordo che oggi i sistemi utilizzati per le intercettazioni sono sofisticatissimi e visto che è noto che Tutino era ascoltato permanentemente e per fatti e procure diverse, se un qualsiasi dispositivo ha registrato una cosa non possono non averlo raccolto anche gli altri. Quello che conta è solo quello che dice la Procura di Palermo. Non esiste nessuna intercettazione in merito.”
Loro confermano di averla, l’intercettazione
“E perché non la tirano fuori, se non vogliono farlo con me e con l’opinione pubblica, la mettano a disposizione della magistratura. Stiamo aspettando che ce la facciano avere. Io martedì farò una conferenza stampa con il mio legale.”
Tutto ciò le ha fatto pensare dunque che è giusto che rimanga al suo posto
“E certo, è evidente che io abbia deciso di restare”
Per due giorni ha barcollato però.
“Perché non ne potevo più, ero stremato e scioccato, poi ho pensato alla finta informativa che costruirono su Boffo e alla fine che ha fatto quel poveretto per cose poi rivelatesi false. Non posso darla vinta a chi vuole dimostrare una colpa che non ho perché, che si sappia, le finte informative possono essere fatte su chiunque e distruggere la vita di ognuno di noi. Non possiamo permetterlo.”
Cosa si sente di dire a Lucia Borsellino, anche lei dice di aver letto qualcosa che l’ha turbata.
“Credo che anche a lei abbiano mostrato o riferito i contenuti di questo finto dossier.“
E il Presidente Mattarella? Alla cerimonia di commemorazione di Paolo Borsellino ha fatto un gesto che parla da solo. Ha abbracciato Manfredi dopo aver ascoltato il suo durissimo j’accuse.
“Si ma il gesto del Presidente della Repubblica non era rivolto a me, forse solo al dolore di questi poveri ragazzi che, chiariamolo, da queste infamie e da questi giochi sporchi ne escono sicuramente con le ossa rotte.”

http://www.grandangoloagrigento.it/crocetta-interessi-internazionali-puntano-a-farmi-fuori-ma-io-resto-al-mio-posto/

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