Sono passati pochi mesi dal venticinquennale della caduta del muro di Berlino. Muro costruito nel 1961. Un simbolo per l’Europa. Tra l’altro pochi lo ricordano, ma la Unione Europea come la conosciamo oggi nasce dopo la caduta del muro di Berlino. Prima della UE c’era la CEE. Con Maastricht nel 1992 ed il trattato di Lisbona del 2009 si arriverà alla moderna UE. Quindi la moderna UE tanto attenta ai parametri economici, nasce da un punto di vista culturale libera dai muri. La Germania unita sostituisce la Germania Ovest di Bonn. Nel 2004 l’UE si allarga all’Ungheria. Nel 2007 alla Bulgaria. Prendo queste due nazioni non a caso. Perchè hanno costruito un muro sul proprio confine. Perchè molti europei queste due nazioni non le volevano proprio nella UE. Ma poi sono entrate lo stesso. Non le volevano per la paura di essere “invasi” senza controllo. Ebbene i loro muri, che non sono gli unici, anche Spagna e Grecia hanno qualcosa di simile, stridono. Sono muri che hanno preso il posto virtualmente e praticamente degli altri muri che esistevano ai tempi della cortina di ferro per evitare che i cittadini dell’est fuggissero in Jugoslavia dall’Ungheria ed in Turchia dalla Bulgaria. Fuggissero verso una libertà maggiore. Da cittadino europeo attento ai valori, al manifesto di Ventotene, rimango un tantino sbigottito dai nuovi muri. Sbigottito culturalmente. Sia chiaro che non sono un cosiddetto “buonista” e che non voglio in questo articolo mettere in discussione la difesa dei confini nazionali dei singoli stati. Sia chiaro però un concetto: l’Unione Europea non è nata per costruire muri. È nata abbattendo un muro, quello di Berlino. Ebbene oggi vorrei un Europa più attenta a questo concetto per cui ne va della propria anima fondante e meno attenta al rigore economico. Non mi vorrei trovare nella situazione paradossale in cui per la incapacità che oggi abbiamo di costruire una Europa solidale si debba arrivare a rimpiangere la caduta di un muro e soprattutto la nascita di una Germania unita che gli accordi di Jalta non prevedevano. Una Germania che con i parametri rigidi  di oggi non avrebbe avuto la forza di unirsi e che l’Europa dei diritti ha a suo tempo aiutato.
Per questo io dico che l’UE deve essere attenta ai valori, arrivando anche a richiamare i Paesi membri che sbagliano. Non si può vivere di solo “euro”.

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