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elena giordano

La cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo (cit.Anna Politkovskaja)

Mese

gennaio 2016

Catello Maresca: la situazione dei beni confiscati alla Mafia non è buona

http://stopmafia.blogspot.it/2016/01/stopmafia-intervista-catello-maresca.html

 

1) i beni confiscati ed il loro utilizzo sono un tema fondamentale per la lotta alla mafia. Oggi quale è la situazione?

La situazione dei beni confiscati in Italia non è purtroppo buona. Nonostante gli sforzi che bisogna riconoscere a tutti gli operatori impegnati e soprattutto all’agenzia nazionale, vi sono ancora molti immobili inutilizzati e le aziende continuano a fallire nella gran parte dei casi. I beni confiscati non rappresentano ancora la risorsa economica che dovrebbero invece essere, data la consistenza economica e strutturale. Complessivamente i sistema non consente ancora un proficuo utilizzo, ne’ tantomeno una parziale messa a reddito.

2) la nuova normativa in discussione quali sono i pregi e i difetti?

La nuova normativa ha il pregio di intervenire in una materia in cui ormai da ogni parte si segnala la necessità di un intervento sostanziale. Purtroppo, però, di questo intervento sostanziale a mio parere vi è solo una traccia iniziale. Si comincia a parlare di valutazione sulla utile proseguibilita’ della società sequestrata, a prevedere un potenziamento dell’agenzia nazionale, e poco altro. Si sta perdendo una grande occasione. L’approccio mi sembra ancora troppo timido.

3) in particolare il soggetto che dovrebbe gestire a livello nazionale i beni che caratteristiche dovrebbe avere?

La commissione di riforma presieduta dal collega Gratteri ha disegnato una proposta di riforma molto più incisiva che individua un tribunale specializzato per la gestione dei beni, strumenti di verifica della proseguibilita’ dell’azienda e poteri e funzioni più significativi per l’agenzia. Un progetto peraltro nato in terra di Gomorra studiato dai professori del Grale, spin off della Seconda Università di Napoli che condivido e sottoscrivo in pieno.

4) esiste un tabù sulla questione dei beni confiscati? Se si, quale?

Credo che esista ancora un tabù ideologico che si chiama vendita. Anche nella nuova proposta di riforma in discussione non si trova questa parola, quasi fosse una bestemmia. Non bisogna aver paura della vendita dei beni che non abbiamo vocazione a fini sociali o altro possibile immediato utile impiego. E non bisogna aver paura di scriverlo prevedendo adeguate procedure che ne assicurino una destinazione lecita. E non si deve escludere anche una vendita anticipata delle imprese destinate altrimenti a fallire. Anche qui mi piace molto la soluzione studiata dai professori del Grale.

5) più in generale la normativa antimafia italiana oggi la soddisfa? In cosa può migliorare?

La normativa antimafia offre agli operatori strumenti formidabili di aggressione alle mafie, soprattutto sul fronte economico che rappresenta la vera frontiera su cui si gioca la partita fondamentale della lotta alle mafie. Ovviamente qualcosa si può sempre migliorare come ad esempio sul fronte della punizione dell’accordo mafioso politico elettorale, nonostante la recente riforma. ma soprattutto è legittimo attendersi un intervento coraggioso e tendenzialmente duraturo sul terreno della gestione dei beni confiscati. Speriamo di non dover parlare di un fallimento annunciato e di non ritornare a breve a commentare una riforma insoddisfacente e che non ha risolto i problemi da molti segnalati.

A cura di Salvatore Calleri

TESSERA ONORARIA A RICCARDO ORIOLES, FIRMA STORICA DE 

imageFederazione della Stampa Italiana- UnioneCronisti

Il Gruppo Siciliano dell’Unione nazionale cronisti italiani ha ricordato oggi il sacrificio del giornalista Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia il 5 gennaio del 1984 con una cerimonia che ha avuto luogo in tarda mattinata a Catania davanti alla lapide alla memoria dello scrittore originario di Palazzolo Acreide (Sr). A conclusione della cerimonia il Gruppo siciliano dell’Unione cronisti ha consegnato, alla presenza del vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales – la tessera onoraria al collega Riccardo Orioles.

All’evento hanno partecipato anche i consiglieri nazionali dell’Unci Giuseppe Lo Bianco ed Elena Giordano, il presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo, il segretario provinciale dell’Assostampa catanese, Daniele Lo Porto, il tesoriere del Consiglio direttivo regionale Daniele Ditta ed il componente dello stesso organismo siciliano Gioia Sgarlata. La consegna del tesserino è stata preceduta da un minuto di silenzio dedicato al giornalista-scrittore e due omaggi floreali sono stati deposti a nome dell’Unci Nazionale e per conto dei cronisti siciliani.
“Voglio ringraziare l’Unione cronisti – ha detto Orioles, firma storica del periodico “I Siciliani”, fondato da Giuseppe Fava – per questo tesserino che mi viene consegnato nel giorno in cui si ricorda un grande giornalista come Pippo Fava. Questo gesto dell’Unci l’ho apprezzato davvero tanto, sono commosso”.
“Il tesserino a Riccardo Orioles – ha osservato Leone Zingales – viene consegnato per testimoniare l’impegno di un collega che ha sempre dimostrato, in tutti questi anni, di svolgere il mestiere con coraggio e professionalità e che ha raccolto l’eredità di Giuseppe Fava. Oggi celebriamo Giuseppe Fava – che ho conosciuto nel 1983 – anche nel ricordo della figlia Elena, scomparsa recentemente e che è stata molto vicina all’Unione cronisti partecipando alle Giornate della Memoria dedicate ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Il suo impegno e la sua vicinanza ci mancheranno”.
“Giuseppe Fava è una di quelle figure grazie alle quali le nuove generazioni di cronisti hanno maturato il proprio amore verso questa professione – ha detto il presidente regionale dell’Unci Andrea Tuttoilmondo -. Riconoscere a Riccardo Orioles la tessera onoraria dell’Unione Cronisti, è un modo per esprimere il profondo senso di gratitudine nei confronti di chi contribuì a realizzare una delle esperienze più importanti nella storia giornalistica siciliana”.