Lo intervistai, qualche anno fa, per I Quaderni de L’Ora. Mi disse molte delle cose che oggi suo figlio Raffaele ricorda su La Sicilia. E non si era consumata ancora la tragedia dell’incendio della sua ultima opera, il Teatro di Viale Africa, andato in fumo a causa dell’inettitudine della nostra attuale classe dirigente.

Lunedì 1 febbraio si spegneva Giacomo Leone, molto più che un architetto. Un intellettuale appassionato e per questo a volte scomodo, inquieto. A un mese dalla scomparsa uno dei figli, l’amico e collega Raffaele, vicedirettore di Panorama, che a “La Sicilia”cominciò a lavorare, con questa “lettera aperta” denuncia e si interroga su quello che definisce «l’isolamento del padre».

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